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Fiume Brenta: barbi a ninfa

Fiume Brenta: barbi a ninfa

Intro

Nei mesi scorsi ho già pubblicato un articolo dedicato alla pesca dei barbi a ninfa (vedi link diretto cliccando qui), dove si parla nello specifico delle tecniche, attrezzature, approcci, spot e artificiali. Ma in questo articolo, per non ripetermi, vorrei dedicare uno spazio particolare alla pesca a mosca di questo fantastico pesce, nel fiume Brenta. Un racconto di una giornata di pesca senza troppi tecnicismi, dei quali, appunto, potete leggere nell’articolo dedicato.

Racconto

Dopo circa 4 mesi dalla nostra ultima pescata insieme, in un freddo, cristallino e avaro Adige invernale, organizziamo di ritrovarci per una pescata con l’amico Marco.
Dopo chat e chiamate varie nei giorni precedenti, decidiamo di andare in Brenta in quanto a lui mancano gli spazi grandi e il pescare in tanta acqua, a me va bene! Basta staccare ed essere in pesca! Ci organizziamo sull’orario, ed essendo Giugno, se vogliamo fare l’alba... bisogna svegliarsi alle 03:30!
Così si decide per ritrovo a Vicenza Nord per le 5:30, caffè, seconda colazione e via direzione Bassano del Grappa.
Arriviamo, e ci accorgiamo che la sveglia andava messa alle 2:30, sono le 6 e c’è già una luce pazzesca!
Vabbè, io l’avevo già battezzata a streamerone a trote e così ho fatto: Canna 9’ #10, coda affondante Sinking 3, stripping basket e via a lanciare Streamer da 20cm! Ma, se non per una piccola iridea, il nulla per ben 3 ore... e anche passando a medi, e successivamente piccoli streamer, non era il momento per quella tecnica, ma non importa, avevamo tutta la giornata davanti.
Nel mentre Marco, col temolone in testa, parte deciso a ninfa. E dopo un paio d’ore di cappottino anche per lui, ci distanziamo e mi arriva una telefonata, è lui: “ecco! L’ho perso! Mi ha spaccato, era un temolone!” E quello fu il primo ed unico temolo di tutta la giornata.
Mentre il sole saliva sempre di più, e la temperatura con esso, una bella giornata di tiro alla fune stava per attenderci.
Decidiamo di tornare alla macchina per fare il mio cambio canna e passare dalla canna da streamer, alla canna da ninfa mirata per fare i barbi, erano 3 anni che aspettavo di tornare sul Brenta a fare questa pesca! Canna 9’8” #5, ninfe, piombi, e carichi torniamo sul fiume.
Mentre Marco si approccia ad uno spot che gli ha sempre regalato temoli, io finalmente con la luce giusta vedo i primi barbi spanciare, e così muovendomi piano piano, appena arrivo alla distanza giusta monto una ninfa con pallina arancio, in uno spot senza troppa profondità senza dover appesantire il finale, alla 3ª passata incanno! Dopo tanto tempo che non avevo un barbo in canna, la sensazione è stata davvero bella! Foto di rito, e rilascio. Bene, ora si punta a qualche esemplare più grosso cercando di fare selezione durante la ricerca.

In questo caso, per la conformazione del fiume, del fondo, e la profondità a cui stazionano i pesci, si riesce a pescare con la stessa montatura da ninfa che uso per le trote ovvero: codina appena fuori dalla punta della canna, 50cm circa di nylon dello 0,30, 40cm circa di nylon dello 0,25, bicolor giallo/arancio che fa da strike indicator (indicatore di passata per farti capire dove sei con il filo e a che profondità stai lavorando), dopo di che asola realizzata con perfect loop all'interno della quale viene messo un tippet ring, a quest'ultimo si attacca il tippet dello 0,18 (in nylon o fluorocarbon) al quale vado ad attaccare la ninfa.

Dopo questa breve parentesi tecnica per farvi capire come stavo pescando, torniamo al racconto.

Marco ha ancora in testa quel temolo che salta fuori dall’acqua e che se ne va, così mi dice “io torno la” e se ne torna al suo hot spot. Dopo poco lo raggiungo, mi avvicino e senza urlare troppo mi dice “Matteo incanno un barbo al giro” e qui la mia adrenalina sale a mille! Neanche tempo di vedere come sta pescando che taaac ne incanna un altro, diciamo che con una canna per coda #2 non è proprio il massimo, ma anche lui se li è goduti! In questo caso, lui stava pescando con piombino sul finale per mandare in pesca la ninfa. Così, mi lascia il posto, piazzo anch’io un piombino a monte della ninfa, ed incanno subito un paio di pesci anch’io! Un paio di pescioni a testa con alcuni scatti e via liberi!
Dopo di che, un flash: sono poco più a monte di uno spot in cui 3 anni fa con gli amici Anglers avevo fatto tutti quei barbi! Aspetta che provo a tornare a vedere, mi sono detto, ed ho avuto ragione!
Stesso spot, quasi stesso periodo, stessa popolazione di barbi! Cerco di mirare ai più grossi, ed ottengo ben 5 strike di cui un paio a guadino, ma mi trovo in mezzo all’acqua e con Marco distante (ancora la a cercare quel temolo!), e così niente foto al più grande del giorno, ma va bene così! Dopo che ho praticamente “svuotato” la buca, mi son sentito appagato dall’uscita mirata ai barbi, e con le 3 ore di mattina presto a lanciare la coda #10, ero abbastanza bollito, quanto basta per andarci a mangiare qualcosa.
Nel pomeriggio decidiamo di provare la nuova canna in bamboo autocostruita da Marco per pescare a secca, tra qualche cavedano e trote fario molto difficili, ma quella è un altra storia ;)

Conclusione

Tornare a pescare i barbi “nostrani” ovvero il barbo comune (o padano) del Brenta, è stata davvero una bellissima emozione.

Ho provato con gran successo la Ninfa Jig Brown Orange, e ottenuto diverse catture anche col super testato Worm Pallina Arancio. Mentre il mio socio d’avventura li ha fatti praticamente tutti o quasi con la M.N. Special Grayling, una ninfa non specifica per il barbo ma comunque costruita su amo Jig quindi perfetta per quell’approccio. Proprio come ricordavo, la pesca dei barbi a ninfa, una volta imparato qualche trucchetto è più semplice di quel che si possa pensare o leggere tra queste righe!

Di seguito vi lascio con le foto più belle di quella giornata.

Per pescare insieme e vivere queste emozioni vai alla pagina contatti.

Grazie per la lettura ed alla prossima :)

Matteo Lavezzini


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